Come si realizza un render per l’interior design?

Parliamo di rendering per l’interior design: come si crea un’immagine per l’arredamento di interni?

In questo articolo cerchiamo di capire il processo alla base di un render e, soprattutto, la differenza tra una semplice immagine e uno strumento di comunicazione visiva.

Il brief con il cliente: target, messaggio, obiettivi.

La creazione di un render deve sempre cominciare con un confronto con il committente: dobbiamo conoscere la sua azienda e il suo brand, capire come questa si posizione nel proprio settore e cosa la differenzia dai competitor. Dobbiamo inoltre definire gli obiettivi della comunicazione, il messaggio che vogliamo trasmettere e il pubblico da raggiungere, il tutto nel contesto culturale del mercato di riferimento.

Ma è proprio necessarie questa fase?

Decisamente sì. Perchè non si tratta di realizzare una semplice immagine, ma di mettere a punto uno strumento di marketing: uno studio preliminare approfondito permette a noi – e al cliente – di mantenere la giusta direzione in ogni fase del lavoro. Senza un briefing iniziale c’è il rischio di perdere di vista gli obiettivi e di creare immagini esteticamente piacevoli ma “inutili”, che non comunicano al target giusto.

È in questo momento che il cliente ci fornisce il modello del prodotto che vuole presentare al suo pubblico: il nostro compito sarà quello di comunicarlo al meglio, rendendolo il protagonista del render.

"Non si tratta di realizzare una semplice immagine, ma di mettere a punto uno strumento di marketing."

Alla ricerca di stili, riferimenti e suggestioni di arredo

Abbiamo deciso dove vogliamo arrivare?

Bene, è il momento di capire come arrivarci.

Il mondo del design di interni è vastissimo e in continuo cambiamento, ma nulla si crea dal nulla: un render di interior design viene realizzato a partire da riferimenti ben definiti e selezionati sulla base dei prodotti da presentare e delle informazioni raccolte durante il briefing.

Avviamo quindi una ricerca stilistica a macchia d’olio per definire lo stile del render (contemporaneo o eclettico? Scandinavo o industriale?) e la tipologia di arredo. Cerchiamo idee e spunti per il tono e l’atmosfera generale dell’immagine, e per particolari come materiali, finiture, palette cromatiche e props (ossia accessori come piatti, bicchieri, cucina, coperte, riviste).

Il frutto della nostra ricerca confluisce nel moodboard: una selezione di suggestioni e contesti visivi che viene usata per mostrare al cliente l’impostazione stilistica del progetto e gli arredi d’ispirazione selezionati.

Si tratta di un momento cruciale del processo, durante il quale – grazie a un  continuo confronto con il cliente – si pongono le basi per lo sviluppo delle immagini.

"Un render di interior design viene realizzato a partire da riferimenti ben definiti e selezionati sulla base dei prodotti da presentare e delle informazioni raccolte durante il briefing."

Sketch 3D dello spazio

Una volta approvato il mood, inizia la progettazione dello spazio tramite schizzi 3D: creiamo delle bozze per l’ambiente, i volumi, i colori e le finiture, e l’inquadratura del prodotto in tale contesto. Per la scelta degli arredi da inserire nel render risulta essenziale un’ottima conoscenza in ambito di arredamento e design, che a sua volta richiede un aggiornamento costante tramite riviste, blog e social network di settore.

In questa fase possiamo inoltre usufruire di banche dati con modelli 3D già pronti: conoscere questi archivi permette infatti di trovare arredi e props a costi contenuti. Nel caso il progetto richieda un oggetto non presente in queste banche dati è comunque possibile realizzarlo da zero.

L’importanza dell’illuminazione nel rendering 3D

Fino a questa fase il progetto richiede un approccio creativo, orientato a sviluppare le “risposte” visive alle richieste del cliente. Quando il mood e lo sketch sono approvati, inizia invece la produzione 3D vera e propria.

È a questo punto che entra in gioco il fotografo.

Nei render di interior design realizzati da Blumotion l’apporto del fotografo è di importanza centrale. Suo è il compito di studiare l’illuminazione della scena, lavorando in sinergia con i 3D artist allo scopo di inquadrare e illuminare il prodotto nel modo più efficace e di ottenere un render fotorealistico e emozionale, che colpisca al cuore.

Partendo dal prodotto da fotografare, dalla richiesta del cliente e dai riferimenti visivi, si decidono l’inquadratura, i punti luce, la composizione dell’immagine e infine l’illuminazione.

Se è vero che la luce illumina il messaggio di un’immagine, e che il messaggio è il prodotto del cliente, creare un render per l’interior design significa studiare la luce per valorizzare ed elevare quest’ultimo. Una regia esperta è quindi necessaria per pilotare le sorgenti luminose, costruire l’illuminazione e curare le innumerevoli micro-calibrazioni.

Nel nostro caso, ci troviamo a lavorare con clienti di tutto il mondo: dobbiamo perciò adattare l’illuminazione naturale alle varie latitudini. Come lo stile di arredamento, anche la luce deve adattarsi al mercato di riferimento (come abbiamo fatto in questo progetto).

"Creare un render per l’interior design significa studiare la luce per valorizzare ed elevare il prodotto del cliente."

Progettazione condivisa

Il rendering per l’interior design è un lavoro di cesello. Il passaggio dallo sketch alla produzione 3D è sempre caratterizzato da numerosi affinamenti e va dal generale al particolare, dal grezzo al levigato: un accurato lavoro di “limatura”, fino a che l’immagine non viene approvata.

Per questo, nel corso degli anni, abbiamo sviluppato un metodo di lavoro a progettazione condivisa: durante ogni momento il cliente ha così il polso della situazione e viene costantemente coinvolto nei processi decisionali.

Sin dalla prima prima preview a bassa risoluzione, il cliente può chiedere modifiche e sostituzioni (es. sostituire lampade, cambiare finiture). Lo stesso accade in fase di post-produzione fotografica: calibriamo e allineiamo i colori, regoliamo il contrasto dell’immagine e le esposizioni fino a ottenere lo stile e il “calore” che il cliente desidera.

Ogni dettaglio è mirato a valorizzare il prodotto.

A cosa servono i render per interior design?

In ambito di interior design la funzione finale di un render è emozionare.

Non deve limitarsi a mostrare il prodotto in un contesto: deve sfruttare i meccanismi che regolano la mente, l’attenzione e l’immaginazione del pubblico, evocando una visione realistica di come potrebbe essere il suo futuro. Per questo, nei render per l’arredamento, il prodotto non supera quasi mai il 20-30% del “volume” dell’immagine.

Creare un render per l’interior design non significa costruire un’immagine ma proporre una visione: diamo al pubblico la possibilità di immedesimarsi in una scena e di vivere nello scenario dei suoi sogni.

Rendering design interni

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