Sia rendering sia fotografia permettono di creare immagini ad alto impatto emozionale per campagne di marketing per i settori più svariati. Se la fotografia rimane l’opzione più tradizionale e “familiare”, i render di prodotto stanno guadagnando sempre più popolarità: la stessa IKEA ha rivelato che i propri cataloghi sono composti al 75% da immagini create in digitale, e nessuno ha notato la differenza – se non pochissimi professionisti del settore.

Non c’è da stupirsi, soprattutto se pensiamo a quanto tempo – e denaro – richiede l’allestimento di uno shooting fotografico.

Quindi: quali sono i pro e i contro delle due opzioni?

 

 

 

Shooting fotografico: pro e contro

Uno dei principali vantaggi dello shooting fotografico è la familiarità: spesso imprenditori e manager preferiscono una soluzione costosa ma tradizionale, che non obblighi a uscire dalla zona di comfort.

Anche il realismo è un parametro importante. Lo shooting fotografico permette di ritrarre il vero, anche se dobbiamo ricordare che la post-produzione è essenziale. Ogni immagine viene sottoposta a ritocchi più o meno estesi, soprattutto se deve essere usata in certi mercati.

Un esempio? Se state osservando la foto di una stanza arredata o di un oggetto di design, potete star certi che l’immagine sia stata ritoccata con Photoshop, o qualsiasi software equivalente.

D’altro canto, la fotografia tradizionale è costosa – in termini di tempo e di denaro.

Trovare la location ideale può portare via settimane. L’allestimento è sempre complesso, in particolare qualora ci siano diversi oggetti da fotografare. Modificare il set e l’arredamento è difficile e costoso, le condizione meteo sono sempre un’incognita e i problemi di logistica sono sempre dietro l’angolo. E teniamo presente che ogni cambiamento, ogni giorno in più rispetto al previsto, ogni imprevisto di percorso costano denaro.

 

 

Rendering: pro e contro

Per le aziende capaci di staccarsi da meccanismi tradizionali, il rendering offre numerosi vantaggi.

Anzitutto, la velocità: il rendering non richiede l’allestimento di un set fotografico, né lo spostamento degli oggetti da fotografare. Non è necessario “aspettare la luce giusta”, e l’immagine può essere creata anche a partire dal progetto CAD. Ogni dettaglio dell’immagine – colori, ombre, luci, spazi – viene creato digitalmente per presentare i prodotti nella luce migliore e ottenere l’effetto desiderato. Tutto questo si traduce in una drastica riduzione dei costi.

Altro vantaggio è la possibilità di monitorare il processo. I migliori studi di rendering mettono il committente nella condizione di tenere sotto controllo ogni fase del lavoro. Ad esempio, diventa possibile visualizzare il modello 3D prima del rendering vero e proprio, correggendo eventuali errori in tempo utile.

Strumenti come CRM e piattaforme digitali condivise permettono infatti di comunicare a distanza e di visionare ogni modifica e ogni avanzamento del progetto.

Quali sono, invece, i problemi che può presentare l’adozione del rendering?

Uno tra tutti, la scelta dello studio a cui affidare il lavoro. Il team incaricato deve includere un discreto assortimento di competenze, dalla grafica 3D alla fotografia all’architettura. Soprattutto, è necessario che includa una conoscenza del mercato di riferimento, sia esso quello dell’interior designmedicalemanifatturiero o industriale.

Per questo, è altrettanto importante analizzare il portfolio dello studio a cui stiamo pensando di rivolgerci: assicuriamoci che il team che realizzerà il nostro render abbia già lavorato nel nostro settore!

 

 

 

Sei ancora indeciso tra render e fotografia?

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